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Ginkgo

I principi attivi delle foglie a forma di ventaglio dell'albero del ginkgo favoriscono la circolazione sanguigna, proteggono le cellule nervose e possono attenuare i segni dell'invecchiamento nei cavalli e nei cani.
4 maggio 2022 · 12 min di lettura
Gingko

Gli estratti di ginkgo (Ginkgo biloba) sono tra i più noti rimedi vegetali per i disturbi cronici legati all'età. I principi attivi delle foglie a forma di ventaglio dell'albero del ginkgo favoriscono la circolazione sanguigna, proteggono le cellule nervose e possono attenuare i segni dell'invecchiamento nei cavalli e nei cani. 

Da dove viene l'albero del ginkgo e che aspetto ha?

Charles Darwin definì a ragione l'albero del ginkgo un "fossile vivente": le piante primitive di ginkgo esistevano già 250 milioni di anni fa. L'odierno Ginkgo biloba, originario delle foreste montane del sud-est asiatico, è l'unico rappresentante rimasto della sua specie. L'albero, alto 30–40 m, non è né una latifoglia né una conifera, ma appartiene, come ultimo rappresentante vivente, alla classe delle Ginkgoatae. L'albero a foglie caduche può raggiungere fino a 1.000 anni di età e un diametro considerevole di quattro metri. Gli alberi più vecchi sviluppano una chioma ampia ed espansa. La corteccia è ruvida, grigio scuro e presenta profonde scanalature.

Unica è anche la forma appariscente delle sue foglie, dalle quali l'albero prende, nella sua terra d'origine, il nome
Ya Chio – "zampa d'anatra". Le foglie a forma di ventaglio, bilobate, contengono i preziosi principi attivi del ginkgo.

Un'altra particolarità dell'albero del ginkgo è la sua capacità, in condizioni ambientali sfavorevoli, di formare tronchi secondari aerei e sotterranei, che crescono come stalattiti dal tronco o dai rami. Da questi ispessimenti legnosi possono germogliare nuovi getti.

L'albero del ginkgo è dioico, cioè esistono alberi maschili e femminili. Inizia a fiorire solo dopo 20-30 anni.  Gli alberi maschili formano amenti il cui polline viene trasportato dal vento, ma gli spermatozoidi mobili raggiungono le infiorescenze femminili nuotando, tramite gocce di liquido. Dai fiori femminili si sviluppano semi argentei simili a mirabelle, che a causa del loro contenuto di acido butirrico emanano un odore sgradevole e rancido. La buccia dei frutti lascia un gusto acre, pungente, e una sensazione vellutata in bocca.

Sebbene l'albero non sia originario delle nostre zone da molto tempo, il Ginkgo gode di un alto grado di notorietà. Poiché è resistente a temperature estreme, agenti inquinanti, attacchi di insetti, funghi, batteri e virus, viene spesso piantato come albero stradale o nei parchi.

In Asia il Ginkgo fu coltivato a partire dall'XI secolo, ma come pianta medicinale era conosciuto già da molto più tempo. L'albero giunse in Europa solo nella prima metà del XVIII secolo.  Oggi viene coltivato in piantagioni in Giappone, Corea del Sud, South Carolina e Francia per ottenere le foglie di Ginkgo ancora verdi. Le foglie devono essere essiccate entro 12 ore per evitare che appassiscano. In seguito vengono finemente macinate e utilizzate per l'estrazione.

Ginkgo - Un albero versatile e dal forte valore simbolico

Nell'area asiatica il Ginkgo è considerato un albero sacro e si trova spesso nelle vicinanze di templi e luoghi di culto. Nel Buddhismo, nel Taoismo e nel Confucianesimo l'albero ha assunto un alto significato simbolico: rappresenta la longevità, la forza vitale e la speranza. In Cina il Ginkgo è chiamato anche "unghia di Buddha". Le caratteristiche foglie bipartite vengono associate a Yin e Yang . Il Ginkgo era così apprezzato in Cina che le sue foglie venivano persino usate come mezzo di pagamento.

Il legno morbido e chiaro dell'albero è estremamente resistente e duraturo. In Asia viene utilizzato per rivestire le case e per realizzare giochi da tavolo e taglieri. Si presta bene anche all'intaglio e, grazie alla sua superficie liscia, viene impiegato nella produzione della carta giapponese.
In Giappone e in alcuni paesi orientali i semi di Ginkgo, sbucciati, cotti e tostati, vengono consumati in piccole quantità come snack o utilizzati come ingrediente speziato in cucina. In grandi quantità, tuttavia, sono dannosi e possono causare sintomi di intossicazione.

In Europa il successo del Ginkgo iniziò con una poesia di Johann Wolfgang von Goethe, che rese popolare la foglia di Ginkgo come simbolo dell'amicizia. La caratteristica forma della foglia trovò in seguito posto nell'ornamentica dell'Art Nouveau e ancora oggi è un motivo apprezzato dai designer.

Gli alberi di Ginkgo continuano a esercitare un grande fascino e vengono piantati in molte città come simbolo di pace, amicizia e speranza.

Oggi il Ginkgo è anche un ingrediente di molti prodotti cosmetici e per il benessere. I suoi componenti dovrebbero avere un effetto rigenerante sulla pelle e mantenerla elastica. Inoltre, il Ginkgo si trova in bevande energetiche stimolanti, che tuttavia andrebbero consumate con cautela, poiché possono comparire effetti collaterali!

Come viene utilizzato il Ginkgo come pianta medicinale?

Nella medicina tradizionale cinese vengono impiegate le foglie, i semi e le radici dell'albero. Esternamente le foglie sono utilizzate per il trattamento delle ferite, mentre internamente si ritiene siano efficaci per problemi circolatori, asma e angina pectoris. Un decotto di semi viene usato per ripristinare le capacità fisiche e mentali, mentre le radici avrebbero un effetto stimolante e astringente.

In Occidente il Ginkgo fu scoperto come rimedio solo negli anni '60.  L'azienda tedesca Dr. Willmar Schwabe GmbH & Co. KG di Karlsruhe sviluppò nel 1965 il primo "estratto speciale di Ginkgo", la cui base è costituita da un estratto secco delle foglie ottenuto con una miscela di acetone e acqua. In seguito, l'efficacia del Ginkgo biloba è stata studiata in numerosi studi scientifici.

È dimostrato che i componenti del Ginkgo aumentano la fluidità del sangue e hanno un effetto vasodilatatore, migliorando così la circolazione in arterie, vene e capillari. L'organismo viene così rifornito meglio di ossigeno e sostanze nutritive. Il Ginkgo ha quindi anche effetti positivi sul metabolismo cerebrale.

Inoltre, il Ginkgo può influenzare il cosiddetto "Platelet Activating Factor" (PAF), che favorisce la coagulazione del sangue. Questo riduce il rischio di formazione di coaguli di sangue.

Grazie alle sue proprietà antiossidanti, il Ginkgo agisce come spazzino di radicali liberi e compensa la carenza di energia nelle cellule nervose causata dall'invecchiamento cellulare. Oggi il Ginkgo è considerato una pianta medicinale efficace per i disturbi legati all'età e il conseguente declino delle capacità cognitive.

Nella fitoterapia vengono utilizzati esclusivamente estratti concentrati delle foglie. Nella preparazione come tè, le sostanze attive vengono rilasciate solo in modo insufficiente. Inoltre, nel tè può essere presente l'acido ginkgolico, una sostanza indesiderata che provoca reazioni allergiche e disturbi gastrici.

Quali componenti sono responsabili dell'efficacia del Ginkgo?

Le foglie di Ginkgo contengono una notevole quantità di flavonoidi (sostanze vegetali secondarie), tra cui la quercetina e il kaempferolo.  La quercetina, presente tra l'altro anche nell'olivello spinoso, agisce come spazzino di radicali liberi in modo simile alle vitamine A ed E. Al kaempferolo vengono attribuite proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie e neuroprotettive. 

Il principio attivo ginkgolide è presente esclusivamente nel Ginkgo. Migliora la circolazione sanguigna e ha un effetto antiossidante.

Il bilobalide è chimicamente strettamente imparentato con il gruppo dei ginkgolidi. Anche questa sostanza, presente esclusivamente nel Ginkgo, ha un effetto protettivo sulle cellule nervose e favorisce la circolazione sanguigna cerebrale.

In combinazione, i componenti del Ginkgo contrastano i processi degenerativi nelle cellule nervose causati dai radicali liberi. L'effetto antiossidante degli estratti di Ginkgo comprende anche l'attivazione di enzimi che accelerano la degradazione dei radicali liberi.

In quali disturbi di cavalli e cani può essere utile il Ginkgo?

Anche i cavalli e i cani possono soffrire, in età avanzata, di sindrome da disfunzione cognitiva o demenza senile. Gli animali colpiti appaiono sempre più disorientati e confusi. I cavalli diventano apatici, non riconoscono più le persone di riferimento o non si orientano più nel loro ambiente.

Molti cani affetti da demenza non sono più puliti in casa e non "segnalano" più quando devono uscire. Non riescono più a distinguere le persone tra loro, il ritmo sonno-veglia si altera, dormono durante il giorno e sono irrequieti di notte. Spesso gli animali fissano il vuoto, vagano senza meta e si perdono tra i mobili.

La causa di questi cambiamenti comportamentali sono processi degenerativi e depositi nel cervello. La qualità di vita degli animali colpiti ne risulta fortemente compromessa, e anche per i loro proprietari la situazione può diventare molto gravosa!

Uno studio scientifico ha dimostrato che, dopo quattro settimane di trattamento con estratti di Ginkgo biloba, si è verificato un netto miglioramento dei sintomi. Si è riscontrato un miglioramento significativo della memoria e della capacità di apprendimento negli animali anziani, ma anche in quelli più giovani. L'effetto può essere rafforzato con un trattamento più prolungato.

Inoltre, il Ginkgo migliora la circolazione sanguigna degli arti. Le sensazioni anomale alle zampe, che il cane anziano manifesta leccandosi costantemente e apparentemente senza motivo, possono essere alleviate con il Ginkgo. 

Effetti indesiderati

Il Ginkgo è molto ben tollerato da cavalli e cani. Nei prodotti finiti, gli acidi ginkgolici irritanti per lo stomaco e potenzialmente allergenici sono quasi completamente rimossi.
In casi molto rari, negli animali sensibili possono comparire lievi reazioni cutanee che regrediscono spontaneamente.   


Fonti

  • Cäcilia Brendieck-Worm, Matthias F. Melzig: Phytotherapie in der Tiermedizin, Thieme 2018
  • J. Reichling, R. Gachnian-Mirtscheva, M. Frater-Schröder, R. Saller, M. I. Rabinovich, W. Widmaier: Heilpflanzenkunde für die Veterinärpraxis, Springer 2008
  • https://www.pharmazeutische-zeitung.de/ausgabe-082011/ginkgo-schuetzt-nervenzellen/
  • https://kfn-ev.de/wissenschaft/bibliographie/pharmakologische-wirkungen-von-ginkgo-biloba#

I nostri prodotti non sono farmaci. Non servono quindi al trattamento di stati patologici o dei sintomi correlati. I mangimi e i prodotti per la cura servono esclusivamente al supporto e alla cura del tuo cavallo sano. Per il trattamento di una malattia o per altre raccomandazioni terapeutiche è competente esclusivamente il tuo veterinario o naturopata veterinario.